Bacheca Social

Storie tra i laghi

"Storie tra i laghi" sono i racconti che ho scritto ispirandomi al territorio e alla storia lombarda. I miei personaggi vivono nel passato più o meno recente di Taino, piccolo borgo prospiciente il Lago Maggiore, e narrano di episodi di una vita semplice e difficile.
Storie tra i laghi
Storie tra i laghi3 weeks ago
All’uscita dall’autostrada Milano-Laghi, lungo la superstrada Vergiate-Besozzo, si incontra il lago di Comabbio, ubicato in una conca racchiusa tra il monte Pelada (m.471) e il monte della Croce (m.449) ad occidente e le colline di S.Giacomo, il monte S.Giacomo (m.434) e il monte Vigano (m.414) ad oriente. Ha una lunghezza di km.3,6, una larghezza di km.1,4 con uno sviluppo costiero di km. 9
Per più di un secolo le sorti del lago di Comabbio sono state legate alla famiglia Borghi a cui va il merito di aver creato un complesso industriale tra i primi in Italia nel settore cotoniero.
Nel 1819 Pasquale Borghi aprì la seconda filatura meccanica italiana utilizzando la forza motrice di un piccolo mulino. Fu il nipote di Pasquale, Luigi che diede un grande impulso all’opificio facendo arrivare dall’Alsazia e dall’Inghilterra macchine più sofisticate e una turbina idraulica. L’azienda fu successivamente diretta dal fratello di Luigi, Paolo.I Borghi non furono solo i più importanti industriali del lago, ma anche i proprietari della villa più prestigiosa che si affaccia sulle sue sponde, acquistata nella seconda metà dell’Ottocento dal marchese Trecchi di Cremona. Immersa in un parco di 50.000 metri quadrati villa Borghi domina sia il paese di Varano che il lago di Comabbio. Nata in stile barocco venne nel corso degli anni sottoposta a continue modifiche e ampliamenti fino a raggiungere l’aspetto attuale per opera soprattutto dell’architetto Paolo Cesa Bianchi, originario anch’egli di Varano.
Storie tra i laghi
Storie tra i laghi4 weeks ago
DAL LAGO AL FIUME
Il fiume Ticino che esce dal Lago Maggiore ha avuto da sempre una grande importanza per i trasporti di merci e persone (ricordiamo il trasporto dei marmi per il Duomo di Milano) e per l'economia degli abitanti della zona. Il Ticino ha offerto fin dall’antichità anche un altro bene: i sassi quarzosi per fare il vetro chiamati "cogoli", nome di origine veneta, ricavati dall’alveo del fiume. La pesca dei cogoli non era però libera, ma data dallo Stato in appalto. Nel 1558 Piero Busca ottenne dal re di Spagna, Filippo II, la concessione di pescare cogoli nel Ticino con diritto di esportarli. La famiglia Busca esercitò questo diritto fino al 1727. I vetrai di Venezia e Murano acquistavano enormi quantitativi di questi sassi che venivano trasportati per via d’acqua con dei lunghi barconi neri a fondo piatto che furono costruiti a Sesto Calende fino al 1915, in un cantiere antistante il Municipio. La navigazione di questi natanti non era facile e solo dei provetti barcaioli, che venivano chiamati con un tipico nome veneto "paroni" erano in grado di affrontare le rapide del Ticino e i bassi fondali del Po. Il viaggio da Sesto Calende a Venezia durava una quindicina di giorni e al ritorno, contro corrente, i barconi venivano trainati dai cavalli.
Storie tra i laghi
Storie tra i laghi2 months ago
LE VILLE SUL LAGO DI MONATE
Dimore importati si affacciano sul lago di Monate, come villa Solferino, villa Pirovano, Visconti di Modrone, Brustio a Travedona-Monate. Di grande interesse paesistico per la posizione sopraelevata che consente una splendida veduta della conca di Varese e della cerchia prealpina ed alpina è VILLA BRUNO DI TORNAFORTE, BARONE, LIVIO a Osmate.
Chi ha la fortuna di entrare oggi nella proprietà di villa Baroni Livio rimane incantato dalla magnificenza del suo parco che dall’alto del poggio di Osmate scende fino al lago. Gli attuali proprietari hanno trasformato buona parte del parco in un vivaio specializzato nella cultura di camelie, rododendri, cornus ed alberi di acero di tutte le dimensioni. Nel periodo della fioritura l’aria si impregna di un profumo dolcissimo e il paesaggio è così ricco di colori da incantare il visitatore, ammaliato anche dall’unico e spettacolare panorama che si gode dalla terrazza principale che domina il lago da cui lo sguardo può spaziare con una veduta amplissima sulle colline e i monti della conca di Varese fino al Sacro Monte.
Palazzo antico, appartenne originariamente alla famiglia Besozzi, la cui presenza è già menzionata ad Osmate in un documento del 1605. Lo stemma del signore, vassallo del Marchese Litta, era un uccello rapace che si trovava un tempo sulla cima del cancello d’ingresso in ferro battuto della villa che divenne nel XVIII secolo proprietà delle suore Agostiniane del Sacro Monte di Varese a cui donna Marianna Besozzi Staurenghi donò tutti i suoi beni in Osmate. Il Monastero fu soppresso alla fine dell’Ottocento e le proprietà delle suore, case e terreni, furono acquistate in blocco da Domenico Bozza di Cadrezzate e da Pietro Bianchi di Osmate, due emigranti che avevano fatto fortuna in America. Questi vendettero poi sia i terreni che le case poco per volta. La villa con il suo parco fu acquistata dalla contessa Tornaforti di Milano, la quale però la rivendette dopo pochi anni all’ingegner Mario Baroni, docente al Politecnico di Milano che, a sua volta, la lasciò al genero Augusto Livio e alla figlia Luisa. Quest’ultima, rimasta vedova, cedette la villa all’architetto Battistella, il quale l’ha ristrutturata ricavandone più appartamenti, conservando però intatta la struttura settecentesca con planimetria a U e la torretta panoramica del XIX secolo.
Nella foto parte del giardino di villa Baroni Livio
Storie tra i laghi
Storie tra i laghi2 months ago
LAGO DI MONATE
Questo piccolo lago si trova al di là della superstrada Vergiate-Besozzo, all’altezza di Ternate, separato da quello di Comabbio da una specie di istmo creato da uno sbarramento morenico.La sua forma è particolare: molto stretto all’inizio a causa delle pendici del monte Pelada, si allarga tra Cadrezzate e Travedona-Monate. Insediamenti umani sulle rive del lago risalgono addirittura all’epoca preistorica. Ricerche archeologiche hanno accertato la presenza di villaggi palafitticoli.
Il panorama è dolcissimo: tratti di bosco si alternano a coltivi e frutteti: famose sono le pesche prodotte da aziende a conduzione familiare. Ai tre borghi sorti sulle sue rive, Cadrezzate, Osmate e Travedona-Monate, si alternano case isolate, ville e parchi. Una caratteristica del lago di Monate è la salubrità delle sue acque, tra le meno inquinate dei bacini lombardi. Assente ogni genere di scarico industriale, deve le sue condizioni di buona salute alla modesta estensione del bacino imbrifero e alla presenza di un collettore che scarica le acque nell’emissario Acqua Negra. Il suo ambiente raccolto e sereno ha attirato nel corso dei secoli famiglie nobili e possidenti che hanno fatto erigere sulle sue sponde splendide ville.
(Continua)
Storie tra i laghi
Storie tra i laghi2 months ago
IL LAGO MAGGIORE E IL TICINO
I viaggiatori stranieri che nell’Ottocento scendevano dal nord Italia percorrendo la strada del Sempione restavano particolarmente affascinati dalle bellezze del lago Maggiore e del Ticino sul cui sfondo si erge il massiccio del Monte Rosa ricoperto dai ghiacciai e la cittadina di Sesto Calende ebbe in quel periodo grande rilievo testimoniato nei resoconti di viaggio e nelle numerose stampe che ne hanno riprodotto il paesaggio con il fiume popolato di barche. Cesare Cantù guardando la cittadina dall’alto delle collinette che la circondano la paragonò ad un porto di mare. Questa sua posizione tra lago e fiume le ha consentito di esercitare una grande influenza sui commerci locali e su quelli tra il lago Maggiore e la Valle Padana. Carlo Cattaneo, lo scrittore che più di altri seppe cogliere l’originalità del paesaggio lombardo determinato dal ricco intrico di fiumi e canali, segnalò la funzione storica di Sesto Calende testimone di intensi traffici e di febbrile attività come quella riguardante i marmi del Verbano che ornano le imponenti costruzioni religiose e civili di Milano a cui giunsero per via d’acqua lungo il Ticino e il Naviglio. Dal fiume e dal lago la popolazione locale ha sempre ricavato una parte importante del suo sostentamento. Della tradizionale attività della pesca, ancora oggi praticata, anche se in misura minore, è rimasto sul territorio un segno evidente: le antiche ghiacciaie chiamate in dialetto giazér, nelle quali si conservava il pesce,La più grande ancora esistente è situata in località Lisanza, al bivio tra le vie alla Punta e dei Pescatori.
Storie tra i laghi
Storie tra i laghi3 months ago
LA STRADA DEL SEMPIONE
La più grande opera che arricchì la strada del Sempione fu il traforo del monte omonimo inaugurato il 19 maggio 1906 dopo 8 anni di lavoro.
Il traforo, opera di grande impegno tecnico e umano. Gli operai erano tutti italiani, oltre 2000, provenienti da tutte le regioni d’Italia che furono alloggiati in un villaggio appositamente creato: BALMANOLESCA, un villaggio di minatori, formato da casette di legno allineate lungo un chilometro di strada poco sotto Iselle, accanto all’imbocco sud del tunnel. La popolazione fu tra 7500 e 8000 abitanti, con negozi, magazzini, osterie e botteghe artigiane, una scuola, una chiesa dedicata a Santa Barbara, la caserma Carabinieri, il cimitero, l’ufficio postale. Sembrava un villaggio del far west, ricco di varia umanità come nel celebre film “La febbre dell’oro” di Chaplin che poi, una volta terminato il traforo, divenne un villaggio fantasma, una “gost town” come quelli della frontiera americana,Il 24 febbraio 1905 cadde ultimo diaframma della galleria. L’abbattimento degli ultimi metri furono seguiti con ardore da tutta la stampa internazionale.
Il 19 maggio 1906 vi fu il primo viaggio inaugurale con incontro tra re d’Italia e il Presidente della Confederazione Svizzera.La galleria era lunga di 19 chilometri e 725 metri. Il percorso Milano-Parigi venne abbreviato di 100 km. Fu una grande impresa, ricordata e celebrata anche sul piano letterario. Lo scrittore Pietro Chiara la cita nel romanzo “Il cappotto di astrakan” e il poeta Giovanni Pascoli la celebrò con l’inno “Gli eroi del Sempione”